La fine dell’astronomia da Terra?

Pubblicato mercoledì 18 Dicembre 2019 alle 18:55

La SpaceX di Elon Musk ha lanciato in orbita i primi 60 satelliti della cosiddetta costellazione Starlink. Lo scopo finale sarebbe di creare una rete di 42 mila satelliti per rendere accessibile Internet ad alta velocità da tutti i luoghi della Terra. I satelliti non saranno geostazionari e orbiteranno tra i 500 e i 1300 chilometri, operando su varie frequenze.

Si potrebbe pensare che sia una buona cosa, se non fosse che in cielo appariranno con magnitudini superiori alla maggior parte delle stelle visibili a occhio nudo e in ogni momento ne saranno visibili almeno un centinaio. Bisogna inoltre ricordare che lo stesso obiettivo è già grosso modo stato raggiunto dal progetto Iridium, che però impiega poche decine di satelliti in tutto.

E tutto questo non fa parte di una previsione più o meno teorica di un futuro forse molto lontano, infatti Stefano Sposetti alcune notti fa ha catturato l’immagine in alto. Nell’angolo in basso a destra è visibile l’Orsa Maggiore, questo permette di farsi un’idea confrontando la traccia dei satelliti con stelle note.

E’ possibile firmare una petizione online e leggere il comunicato ufficiale dell’ESO

Aggiornamento:

Era da prevedere… In questi ultimi giorni ci sono stati alcuni avvistamenti degli Starlink e le segnalazioni agli organi di informazione non si sono fatte attendere.

Verso le 18.30 di venerdì 17 gennaio io stessa sono stata testimone di un passaggio del “trenino” di Starlink 2 e posso confermare che si tratta di una visione impressionante e destabilizzante. Posso quindi capire che agli occhi di un profano possa apparire inquietante e far sorgere il dubbio che si trattasse di oggetti volanti non identificati, siano essi strani velivoli militari o addirittura oggetti alieni. Nulla di tutto questo, sono solo anticipatori del futuro dei nostri cieli.

Secondo le App dedicate ci saranno presto altri passaggi: i prossimi sono previsti lunedì 20 verso le 18 e martedì 21 alle 18.30. 

Ne abbiamo parlato anche su Rete Uno della RSI; ecco il link

Anna Cairati

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