C’è una buona e una cattiva notizia. La buona notizia è che la prossima eclissi di Sole visibile dalla Svizzera è vicina. Vicinissima. Sarà il 12 agosto di quest’anno. La Luna, vista dal Ticino, coprirà il Sole per il 91% (poco meno di quanto fece 27 anni fa, l’11 agosto del 1999, quando la copertura fu del 93%).

La cattiva notizia è che – se nel 1999 il massimo dell’eclissi era a mezzogiorno, quest’anno sarà al tramonto. E per vederne il massimo sarà necessario salire in quota, prima di assistere alla sparizione dei due astri dietro le montagne a ovest-nord-ovest.

Da dove osservare

Le domande principali quel giorno saranno dunque due: che tempo farà e dove osservare. Per quanto riguarda il meteo, le previsioni sono ancora ampiamente premature (eufemismo), per cui lasciamo a ognuno l’incombenza di informarsi. Sul dove si può essere invece decisamente più precisi, e – come detto – questa volta non è scontato.

Intanto perché per vedere il massimo del fenomeno (cosa assolutamente consigliata a chi ne ha la possibilità: vedi anche il contributo di Nicola Beltramineli) bisognerà comunque spostarsi e prendere l’aereo. Le destinazioni possono essere due: Islanda o nord della Spagna. Nel primo caso stiamo parlando di altissima stagione e i prezzi, già mesi fa, erano proibitivi. La Spagna rimane invece una buona alternativa, anche se i prezzi per viaggio e (soprattutto) soggiorno, sono comunque più alti del normale, soprattutto nei giorni vicini al 12 agosto.

Per il massimo assoluto dell’eclissi, bisogna andare in Islanda, dove la durata della totalità sarà superiore ai 2 minuti, in Spagna attorno al minuto e mezzo. Detto ciò, quella di quest’anno sarà un’eclissi totale relativamente breve: nel punto di massima durata (situato al largo dell’Islanda) la Luna occulterà totalmente il Sole per 2 minuti e 18 secondi.

Se si preferisce rimanere in Ticino, sono sconsigliati i fondovalle, dove il Sole tramonterà prima del massimo del fenomeno. Per rimanere in pianura, le opzioni migliori sono il Piano di Magadino e i Mendrisiotto. Sulla collina del Penz a Chiasso, infatti, sarà possibile ammirare il momento di massima copertura poco prima del tramonto.

Se invece volete godervi il fenomeno fino al suo massimo (che – appunto – in Ticino sarà pari al 91%) l’unica alternativa è salire in quota, su una montagna esposta a ovest-nord-ovest. Per trovare il vostro posto ideale shademap.app, che fornisce una visualizzazione delle zone al Sole o all’ombra durante ad una ora della giornata. Di conseguenza le zone all’ombra saranno quelle dove il Sole non sarà più visibile.

In questa cartina, per esempio, potrete constatare dove sarà possibile vedere il fenomeno alle 19.45, quando l’eclissi avrà raggiunto il 22%. In quest’altra, dove l’eclissi sarà visibile alle 20.20, momento del massimo.

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Alcuni luoghi in cui sarà possibile vedere il massimo del fenomeno sono: il Monte Bar e – per poco – la Capanna del Monte Bar. Il Monte Lema, il Monte Tamaro (la parte più a nord dell’alpe Foppa e la capanna), il San Salvatore, il punto panoramico del Monte Gambarogno e alcune specifiche località, come Carabbia o Bedigliora. Potete farvi un’idea di dove riuscirete a vedere il massimo su siti come Peakfinder.com: impostate il vostro luogo di osservazione prescelto, selezionate la data del 12 agosto 2026 e impostate l’ora alle 20.20. Se il Sole è ancora sopra l’orizzonte, da quel punto sarà possibile vedere il massimo del fenomeno.
Per praticità abbiamo riprodotto la posizione del Sole al massimo del fenomeno nell’immagine riprodotta a pagina 32, dandovi un’idea di cosa vedrete.

C’è chi organizza un evento?

La risposta breve è sì. I dettagli li trovate tutti nella nostra agenda. Qui di seguito un elenco (non esaustivo e in continuo aggiornamento) degli eventi in programma.

  • AstroCalina – In pogramma osservazione (dettagli seguiranno)
  • Lema – In programma osservazione (dettagli seguiranno)

Cosa succede durante un’eclissi solare?

Detta in modo molto semplice: la Luna oscura il Sole per qualche minuto. Si tratta di un fenomeno estremamente affascinante, dettato dal fatto che Luna e Sole, in cielo, hanno lo stesso diametro apparente, all’incirca mezzo grado d’arco. Questo è possibile grazie a una fortunata coincidenza: il Sole, infatti, è 400 volte più grande della Luna, ma è anche 400 volte più lontano.

Un’eclissi di Sole totale si verifica quando la Luna (nuova) passa nella stessa porzione di cielo del Sole. Ciò avverrebbe ogni mese se i due corpi orbitassero sullo stesso piano. Sono invece inclinati di 5,14 gradi, per cui – spesso – durante il novilunio la Luna si trova a transitare sopra o sotto il Sole. L’unico momento in cui può trovarsi davanti al Sole è quando si trova entro 10-12° dall’eclittica (tecnicamente si parla di distanza dal nodo ascendente o nodo discendente: vale a dire i due punti in cui l’eclittica e l’orbita della Luna si intersecano). Il tipo e la durata dell’eclissi sono fortemente influenzate da alcuni fattori. Il principale è l’ellitticità dell’orbita della Terra attorno al Sole e di quella della Luna attorno alla Terra. Ciò fa sì che la dimensione apparente di Sole e Luna nel cielo non sia mai fisso, ma vari. Per il Sole si passa da un minimo di 0,52° a un massimo di 0,54°, mentre per la Luna la variazione è superiore: dai 0,4° ai 0,55°. La combinazione dei vari diametri apparenti crea eclissi differenti, sia in durata che in grado di copertura. Ad esempio, quando la Luna nuova si trova all’apogeo (il punto più distante dell’orbita), non sarà grande a sufficienza per coprire tutto il Sole e si produrrà dunque un’eclissi anulare (in cui il Sole “deborderà” leggermente dai lati della Luna.

Si tratta quindi un fenomeno raro, ma non troppo. Nel 21esimo secolo ci saranno 224 eclissi solari (e 228 eclissi lunari). Vale a dire, in media, più di due all’anno. Il problema è che la fascia dove potranno essere osservate è tutto sommato ristretta. Da qui la domanda…

Quando ci sarà la prossima occasione?

La prossima eclissi in Europa è prevista per l’anno prossimo, il 2 agosto 2027: la totalità toccherà lo stretto di Gibilterra, prima di scendere verso l’Egitto. Il massimo dell’eclissi sarà sopra Luxor, mentre la totalità continuerà poi il suo percorso sulla Penisola Araba e sull’oceano Indiano. La durata dell’eclissi al suo massimo sarà di circa 6 minuti e 20 secondi, quasi da record per il 21esimo secolo: più lunga ci fu solo quella del 22 luglio 2009 in Asia e Pacifico.

In seguito, il 28 gennaio 2028 il la Spagna “ospiterà” la coda di un’eclissi anulare che attraverserà il Sudamerica e l’Atlantico.
Restando in Europa, dopo l’eclissi parziale del 16 gennaio 2037, per un decennio non ci saranno più eclissi solari visibili dal nostro Continente. Quella successiva sarà infatti il 14 novembre 2050: un’eclissi parziale. Bisognerà attendere fino al 12 settembre 2053 per una replica quasi esatta dell’eclissi totale dell’anno prossimo: sud della Spagna, Gibilterra, Nord dell’Africa, Egitto, Penisola Araba. L’eclissi più vicina al Ticino sarà il 13 luglio 2075, sarà anulare e lambirà la periferia sud di Milano. Il 3 settembre 2081 l’eclissi totale sarà ammirabile dal nord del Ticino e della Mesolcina: Alta Leventina (da Lavorgo in su), Valle di Blenio (da Ludiano), Moesano (da Mesocco). La totalità interesserà soprattutto il nord delle Alpi, passando da Zurigo, Berna, e Basilea.
Per chi ha l’opportunità di spostarsi, sono 6 le ulteriori eclissi totali entro i prossimi 10 anni. Le occasioni migliori saranno il 20 marzo 2034 in centro Africa e Penisola Araba e l’1 e 2 settembre 2035 in Cina e Giappone.

Come osservare (tutte le eclissi di Sole)

Mai osservare il Sole direttamente! Mai (assolutamente mai) osservare il Sole con uno strumento di ingrandimento! Il rischio è di diventare ciechi. Evitare anche soluzioni fai da te, come vetri affumicati, occhiali da Sole o maschere per la saldatura: non proteggono a sufficienza e rischiano di lasciar passare raggi dannosi come gli UV. Per osservare l’eclissi di Sole servono degli appositi occhialini capaci di filtrare il 99.999% della luce visibile e garantiti dalla norma internazionale ISO 12312-2. Si possono reperire online, ma anche qui è bene affidarsi a produttori certificati e in grado di garantire il prodotto.

Dentro la totalità

Ricordo l’eclissi dell’11 agosto 1999 come un evento quasi irreale. Durante la lunga fase parziale, protrattasi per oltre un’ora, la luce del giorno si attenuava con lentezza impercettibile, e la temperatura mutava appena, come se il mondo esitasse a riconoscere ciò che stava accadendo. Fu solo nei minuti che precedettero la totalità che la scena mutò con decisione. L’ombra della Luna si rese visibile su vasta scala, avanzando come una presenza silenziosa: a nord il cielo si oscurava sensibilmente, mentre a sud permaneva una luminosità creando un contrasto che sembrava dividere il paesaggio in due realtà distinte. A pochi secondi dall’inizio della totalità apparve per un breve istante il cosiddetto “effetto diamante”, caratterizzato da un’intensa luminosità sul bordo del disco ormai quasi completamente oscurato, dovuta all’ultimo raggio di Sole. Era l’inizio della totalità. Il Sole si trasformò in un cerchio nero, netto, assoluto.

Lungo il suo bordo si distinguevano, soprattutto al binocolo, sottili punti rosso vivo: le protuberanze, come lingue di fuoco emergenti dal nulla. Il cielo assunse una tonalità blu scuro, innaturale per quell’ora, e alcune stelle cominciarono a emergere, accompagnate da Venere e Mercurio, testimoni discreti di quella improvvisa notte diurna. L’aria si fece più fresca. Dopo circa due minuti, il fenomeno si ripeté in senso inverso. Il diamante riapparve sul lato opposto del disco, annunciando la fine della totalità. Ancora una volta, il cielo mutò: a nord tornava la luce, mentre a sud indugiava un’ombra più profonda.

La totalità — insieme ai brevi istanti che la precedettero e la seguirono — lasciò un’impressione intensa e difficile da definire.
Tra gli spettatori, il silenzio e lo stupore si mescolavano, assumendo forme diverse, ma accomunate dalla stessa percezione: quella di aver assistito a qualcosa di raro, quasi segreto, che per un attimo aveva sottratto il mondo alla sua consueta evidenza.