L’origine dell’universo in una scatola

Le nuove frontiere della conoscenza all’LHC del CERN di Ginevra

Relatore: Lucio Rossi, direttore sistema magnetico dell’LHC
Venerdì 21 gennaio
, alle 21.00, auditorium dell’USI di Lugano.
Moderatore: Giovanni Pellegri

Il Large Hadron Collider (LHC) funziona dal mese di  marzo 2010.  Grazie a questo potentissimo telescopio dell’infinitamente piccolo si spera di poter comprendere alcune questioni fondamentali del nostro universo, le sue origini, la  materia oscura, e le presenza di particelle sconosciute. Lungo 27 km, LHC è installato in un tunnel a 100 m di profondità ed è costituito da 1700 grandi magneti superconduttori, raffreddati a – 271.3°C tramite elio superfluido. È dotato di quattro grandi esperimenti che rivelano i prodotti delle collisioni. Per analizzare i dati venti anni fa fu inventato al CERN il Web e ora si sta mettendo a punto il suo successore, il Grid.  Le tecnologie superconduttive e nucleari sviluppate in questi 25 anni sono ora la speranza del nucleare pulito e di nuove frontiere di diagnostica e cura in campo medico  e forse le scoperte stesse di LHC permetteranno la nascita di nuove tecnologie, ora inimmaginabili. LHC è sicuramente il più grande e il più complesso strumento mai concepito e costruito.


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