Il futuro dell’energia viene dalle stelle?

“La fusione termonucleare controllata”, conferenza di Maurizio Lontano (Istituto di Fisica del Plasma del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Milano) a Bellinzona, Liceo Cantonale, 8 marzo 2008 ore 17:30.

Gran parte delle stelle che possiamo ammirare nelle terse notti estive brillano ora più o meno con la stessa intensità con cui scintillavano un miliardo di anni fa e, sulla base delle conoscenze attuali, non si prevedono cambiamenti sostanziali per il prossimo miliardo di anni. È chiaro quindi che la sorgente di energia che alimenta, ad esempio, il Sole, la stella a noi più prossima, è di una natura molto particolare, poiché permette al nostro astro di emettere una quantità enorme di energia, sotto forma di luce e di calore, senza che il combustibile dia segni di «esaurimento». Oltre 50 anni fa gli scienziati si chiesero se non fosse possibile, per produrre energia, sfruttare le reazioni di fusione termonucleare che sono alla base della longevità delle stelle. Iniziò quindi l’avventura che avrebbe coinvolto per mezzo secolo i più importanti centri di ricerca di Europa, Russia, Stati Uniti, Giappone, e più recentemente Cina, India e Corea del Sud, e che avrebbe portato a concepire la costruzione del prototipo sperimentale di reattore a fusione, ITER, previsto per il 2020. Una strada molto lunga, quindi, in fondo alla quale c’è però un obiettivo estremamente ambizioso: produrre grandi quantità di energia, in maniera rispettosa dell’ambiente, a partire da combustibili diffusi, tra cui l’idrogeno contenuto nell’acqua. La conferenza inizierà con una descrizione sintetica delle esigenze e delle risorse energetiche del nostro pianeta. La necessità di produrre quantità di energia sempre maggiori e contemporaneamente di ridurre l’impatto sull’ambiente ci porterà a considerare come possibile opzione lo sfruttamento dell’energia da fusione. Si presenteranno lo stato delle ricerche in questo campo, il programma europeo e le prospettive a lungo termine.

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